Tipi di stimoli sensoriali percepiti dalla cute

Gli stimoli che pervengono alla cute dall’ambiente esterno si distinguono in tattili, termici e dolorifici. Si è in passato attribuita una specificità sensoriale a ogni tipo di terminazione nervosa corpuscolata. Per esempio, i corpuscoli di Meissner sono stati considerati come specifici per il tatto superficiale, quelli di Pacini per la sensibilità tattile profonda, quelli di Ruffini per il caldo, quelli di Krause per il freddo. Si ritiene attualmente che ogni recettore sia potenzialmente capace di evocare qualunque tipo di sensazione, semplicemente in rapporto alla natura, all’intensità e alla durata dello stimolo che riceve e, soprattutto, alla sua soglia di sensibilità.

La sensibilità tattile consente di riconoscere gli oggetti, precisandone i rapporti spaziali e quelli di successione temporale. Essa non risulta uniformemente distribuita su tutta la superficie dell’apparato tegumentario; sono infatti particolarmente ricche di punti di pressione (sensibilità tattile profonda) le zone dei polpastrelli, delle labbra e dell’apice della piramide nasale, mentre i follicoli piliferi sono importanti punti tattili per la sensibilità superficiale. Lo stimolo adeguato per queste strutture è dato dalla deformazione, soprattutto meccanica, della cute e del pelo. Il semplice test dei due punti permette di dimostrare la disomogeneità di distribuzione della sensibilità tattile: si utilizza un compasso a due punte con il quale si punge delicatamente la superficie cutanea. Si dimostra così che a livello della cute del dorso della mano la sensibilità è minima, in quanto si ottiene la sensazione di due punture solo se le due punte sono più lontane di 15 mm. Anche la cute della nuca è poco sensibile, percependosi la doppia puntura se le due punte sono più distanti di 6 mm. Per converso un polpastrello della mano riconosce le due punture se le punte sono più distanti di 2 mm, la punta della lingua addirittura per una distanza di 1,4 mm.

Punti sensibili al caldo e al freddo non si trovano su tutto l’ambito cutaneo; le regioni più sensibili alle variazioni termiche sono l’addome, il torace egli avambracci.

La distribuzione della sensibilità termica è varia, con prevalenza di quella per il freddo. Il cavo orale, per esempio, è più sensibile al freddo e la cornea è soltanto sensibile al freddo. La temperatura della cute e il gradiente termico fra questa e l’ambiente esterno sono i fattori più importanti ai fini della percezione del caldo e del freddo.

Il dolore non è mai una sensazione pura e può conseguire a stimoli di varia natura (meccanici, termici, elettrici o chimici). Determinate zone del corpo (fossa del giugulo, regione sopraclaveare) sono particolarmente sensibili al dolore. Oltre alla sede anatomica, la sensazione dolorifica è legata ad altri fattori, quale per esempio la temperatura cutanea che, man mano che si riduce, attenua progressivamente la percezione del dolore, fino alla completa anestesia.

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