Il ciclo del follicolo pilosebaceo

Nell’istogenesi del pelo, il bulbo si rivela una delle componenti più importanti dell’annesso. Suddividendo il bulbo in due porzioni, mediante un piano orizzontale passante per la zona di massimo spessore della papilla, la parte inferiore corrisponde alla matrice, mentre quella al di sopra è la zona di differenziazione
cellulare; a questo livello, inoltre, si trovano melanociti, assenti invece nella matrice.

Le singole filiere di cellule, che dalla matrice si allungano in direzione verticale, iniziano a cheratinizzare una volta giunte nella parte superiore del bulbo, a livello della cosiddetta zona cheratogena. Il processo di cheratinizzazione si completa, infine, in corrispondenza del colletto follicolare.

La produzione e l’accrescimento del pelo sono caratterizzati dall’alternanza di fasi di attività e di riposo (ciclo del follicolo pilosebaceo).

L’attività proliferativa nella matrice, infatti, non è continua; ciclicamente essa si arresta e il follicolo entra in una fase quiescente che comporta l’espulsione del pelo e la degenerazione della porzione profonda del follicolo. Man mano che un pelo raggiunge la fine del suo ciclo vitale (da pochi giorni ad alcuni anni a seconda del tipo di pelo), la parte profonda del follicolo, cioè il bulbo e tutta la porzione fino all’inserzione del muscolo erettore, degenera trasformandosi in una formazione colonnare che si riduce sempre più fino a che il vecchio pelo, non più ancorato, cade.

Man mano che ciò avviene, le cellule della matrice, sotto la spinta morfogenetica della papilla, e di cellule prossime al colletto, rientrano in attività ricostruendo la parte profonda del follicolo e avviando la formazione di un
nuovo pelo.

È a questo punto importante ricordare che ogni essere umano nasce con un determinato numero di follicoli pilosebacei, che rimarranno costanti per tutta la
vita oppure potranno diminuire. Ogni follicolo produce peli ciclicamente, da molte centinaia a meno di una decina nel corso della vita, a seconda del ritmo di accrescimento. Se un follicolo degenera e viene eliminato, esso non potrà più produrre peli.

Il ciclo del follicolo pilosebaceo è normalmente caratterizzato dalla successione di tre fasi, continue l’una con l’altra: una fase morfogenetica e di crescita di un nuovo pelo, una fase di transizione e una fase di riposo.

La fase morfogenetica e di crescita, detta anagen, inizia con il rientro in attività della matrice sotto la spinta della papilla e delle cellule del colletto, per cui inizia la ricostruzione del bulbo, con la differenziazione delle guaine della radice alla periferia del nuovo bulbo e, al centro, del fusto del pelo.

La fase di anagen viene suddivisa in quattro sottofasi dette, rispettivamente, anagen I, II, III e IV o complessivamente proanagen. Durante l’anagen I, la base del follicolo pilifero inizia a formare nuovamente il bulbo e questo riprende a crescere verso l’interno, in direzione della papilla dermica. Durante l’anagen II, il bulbo di recente formazione si ingrandisce e va a rivestire la papilla dermica. Nell’anagen III, la papilla dermica è pressoché completamente racchiusa dal bulbo il quale, comunque, non si è ancora pienamente sviluppato, pur avendo già cominciato a formare il fusto del nuovo pelo. Nell’anagen IV, tutte le parti del follicolo sono completamente ricostruite e il fusto del nuovo pelo ha raggiunto il livello del colletto follicolare.

Il passaggio dalla fase morfogenetica a quella di rapida crescita e di formazione costante del pelo è chiamata anagen V (o mesangen).

Nell’anagen VIa crescita, valutata a livello della matrice, aumenta da 5 a 10 volte ed è poi mantenuta aquesto ritmo elevato attraverso l’anagen VI (o metanagen) che è una lunga fase di produzione costante del pelo.

Questa fase può durare poche settimane nei peli che non si allungano mai (ciglia, sopracciglia ecc.), mentre può durare fino asette anni nel cuoio capelluto femminile (quattro anni in quello maschile). Se si pensa che un capello si accresce con un ritmo medio di 0,3 mm al giorno, si noterà che la sua lunghezza massima difficilmente supererà gli 80-90 cm.

La fase di transizione successiva all’anagen VI è definita catagen. Nei peli più lunghi ha una durata di circa 15 giorni. Essa è caratterizzata dalla cessazione dell’attività mitotica nella matrice, dall’ispessimento e corrugamento della membrana vitrea attorno al bulbo e dalla contrazione dei prolungamenti dei melanociti; quest’ultimo evento rende privo di pigmento l’ultimo tratto del pelo già formato. ll fondo del follicolo viene per la maggior parte svuotato delle sue cellule, lasciando la papilla dermica pressoché scoperta. Tutte le cellule della parte profonda del pelo vengono compresse in un ammasso claviforme, al di sotto del quale l’epidermide del follicolo forma un cordone di cellule che rimane in contatto con la papilla dermica. Questo costituisce il germe epiteliale a partire dal quale avrà luogo la rigenerazione del nuovo pelo.

A questo punto il follicolo ha raggiunto la sua dimensione minima ed entra nella fase di riposo o telogen, che può durare anche 3-4 mesi. Da questo momento la papilla dermica si riduce a una piccola sferula di cellule che rimangono a livello più basso dello strato corrispondente al germe epiteliale del pelo. Il fusto del pelo rimane ancorato nel follicolo per mezzo della sua estremità inferiore sagomata a dava, finché viene eventualmente perduto con la semplice trazione del pettinarsi o viene espulso dal nuovo pelo durante il successivo anagen.

Il ciclo può essere differente nei diversi follicoli, per cui si ha un rapporto variabile tra follicoli quiescenti e follicoli a riposo. Per esempio nel cuoio capelluto si ritiene che l’85% dei follicoli sia in anagen, mentre il rimanente è a riposo, con l’1% in catagen.


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