Ghiandole sebacee

Le ghiandole sebacee sono localizzate, con una densità pari a quella dei follicoli pilosebacei, su tutta la superficie cutanea, con l’eccezione delle palme delle mani e delle piante dei piedi.

Ghiandole sebacee si trovano anche nel meato acustico esterno e nelle palpebre, dove si presentano allungate e appiattite, e prendono il nome di ghiandole tarsali (di Meibomio).

In alcuni distretti, come agli angoli e al bordo delle labbra, a livello dell’areola mammaria, del capezzolo, dell’ano, delle piccole labbra e del glande (ghiandole di Tisane), le ghiandole sebacee si aprono direttamente sulla superficie cutanea.

Le loro dimensioni sono variabili; risultano più grandi a livello del pube, dello scroto e della cute nasale, più piccole invece nel cuoio capelluto. Il loro numero è particolarmente elevato (400-900 per cm2) nelle regioni anogenitali, nel cuoio capelluto, nella faccia, petto e dorso (aree seborroiche).

Struttura

La ghiandola sebacea è una ghiandola tubuloalveolare contenuta nello strato papillare del derma; se voluminosa, tuttavia, essa può raggiungere anche l’ipoderma, specialmente quando il derma risulta di spessore ridotto.

Gli alveoli ghiandolari, in numero da due fino a venti, si aprono in un dotto escretore che, attraversato il derma perpendicolarmente oppure obliquamente, sale verso l’epidermide. Esso sbocca così, da solo o con un altro dotto, generalmente a livello del terzo superiore di un follicolo pilifero (colletto) nell’angolo tra il follicolo stesso e il muscolo erettore del pelo.

Gli alveoli sono avvolti da una ricca rete vascolare e da una capsula. La loro parete è costituita da una fila basale di cellule indifferenziate, vere cellule staminali capaci di proliferare e di rimpiazzare gli elementi perduti nel corso del processo secretivo.

Al di sopra delle cellule germinative, gli alveoli sono formati da cellule che, dalla periferia al centro, si fanno man mano più voluminose, caricandosi di goccioline lipidiche sempre più grosse e numerose.

In alcune regioni (capezzolo) gli alveoli contengono, inoltre, melanociti ricchi di pigmento.

Il processo di secrezione sebacea è di tipo olocrino, si attua cioè mediante degenerazione delle cellule man mano che si riempiono di gocciole lipidiche e che vanno poi in disfacimento nel lume del dotto dove entrano a far parte del secreto. Questo, il sebo, risulta quindi composto da materiale lipidico, detriti cellulari, residui di strutture cheratinizzate e batteri.

La parete del dotto escretore è formata da più strati di cellule epiteliali appiattite che continuano, presso lo sbocco, con le cellule della guaina esterna della radice.

Le cellule superficiali sono cheratinizzate, ma non producono uno strato corneo continuo.

Caratteristiche morfofunzionali

Le cellule ghiandolari sebacee sono fornite di un ricco corredo enzimatico e contengono glicogeno che diminuisce proporzionalmente all’accumulo intracellulare dei lipidi. Questi ultimi formano la quota maggiore del sebo, un secreto con pH variabile da 3 a 4, il cui costituente più caratteristico è lo squalene.

Il sebo giunge alla superficie attraverso gli orifizi delle ghiandole edei follicoli piliferi e si insinua tra gli spazi dello strato corneo disgiunto, stratificandosi anche sui peli man mano che fuoriescono dai follicoli. Esso partecipa alla formazione del film idrolipidico cutaneo, importante per la protezione antibatterica e antifungina e per la morbidezza della cute e dei peli.

Che cos’è il sebo

Il sebo è una miscela di lipidi, detriti cellularie residui di cheratine con pH 3-4.

Acidi grassi liberi insaturi 14,0%
Acidi grassi liberi saturi 14,0%
Trigliceridi 31,5%
Cere ed esteri del colesterolo
Steroidi: colesterolo libero
colesterolo legato
altri steroidi
25,0%
1,7%
1,7%
2,5%
Squalene (idrocarburo insaturo) 19,0%
Paraffine7,5%

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