Cute o pelle: caratteristiche generali

La cute (o pelle) è una struttura a forma di membrana o di lamina, di natura epitelio-connettivale e di origine ectodermica e mesodermica, caratterizzata da notevoli elasticità e distensibilità; basti pensare che una striscia di 3×100 mm può sopportare fino a 10 kg allungandosi del 50% circa. La cute riveste esternamente tutto il nostro corpo (compresi il meato acustico esterno e la superficie laterale della membrana timpanica) e a livello degli orifizi continua tramite le giunzioni cutaneo-mucose con le mucose degli apparati respiratorio, digerente e urogenitale e, a livello del margine palpebrale e dei punti lacrimali, rispettivamente con la congiuntiva e con il rivestimento dei canalicoli lacrimali, costituendo così un rivestimento senza interruzioni. Il passaggio da cute a mucosa può avvenire in maniera graduale (come a livello degli orifizi dell’ano e dei genitali) tramite delle zone pseudomucose o semimucose, oppure in modo più brusco come a livello della rima buccale nel passaggio tra la parte cutanea e la parte intermedia delle labbra, in cui l’epidermide passa bruscamente da dieci o più strati di cellule a soli quattro o cinque strati, determinandosi in questa zona di passaggio il cosiddetto orletto roseo delle labbra.

Nota: orletto roseo e bordo roseo (o vermiglio) non sono la stessa cosa: l’orletto roseo è appunto il confine tra parte cutanea e parte intermedia delle labbra, mentre il bordo roseo (o vermiglio) rappresenta la parte intermedia delle labbra.

Caratteristiche macroscopiche generali

La cute, dopo la muscolatura scheletrica, rappresenta l’organo più esteso e più pesante del corpo: infatti, in uomo di corporatura normale occupa una superficie di circa 1,5-2 m2 e ha un peso complessivo corrispondente a circa il 15-17% del peso corporeo (circa 11 kg). In ogni caso, questi valori potrebbero essere un po’ differenti da individuo a individuo in funzione del sesso e dello sviluppo somatico individuale.

Lo spessore della cute è differente nelle varie regioni del corpo e dipende anche da fattori individuali, quali l’età, il sesso e la professione. In generale, si presenta più spessa nel maschio e nelle aree dorsolaterali (testa, collo, tronco e fianchi), mentre tende ad assottigliarsi in direzione ventrale (addome, inguine, estremità distale degli arti); inoltre, è in genere più sottile sulle superfici flessorie rispetto a quelle estensorie. Il massimo spessore lo riscontriamo nella regione della nuca, nella palma delle mani e nella pianta dei piedi (3-4 mm). Il minimo spessore che può raggiungere è di circa 0,5 mm ed è tipico del meato acustico esterno, della membrana timpanica, della palpebra, delle piccole labbra e del prepuzio.

La cute è adesa ai piani profondi per mezzo dell’ipoderma, che poggia sopra la fascia comune del corpo, e possiede una buona spostabilità su di essi grazie alla costituzione lassa dell’ipoderma; ciò agevola i movimenti articolari e consente di sollevare in pliche più o meno ampie la cute stessa. Tuttavia, fanno eccezione alcuni distretti corporei, come la volta cranica, la faccia anteriore della tibia, la cresta iliaca, l’acromion, l’inguine, la faccia posteriore del sacro, la pianta dei piedi e la palma delle mani, in cui la forte aderenza ai piani profondi impedisce o riduce la possibilità di sollevamento in pliche della cute.

Il colore della cute è differente secondo il tipo etnico, ma anche all’interno di ogni tipo etnico; inoltre esistono variazioni individuali, variazioni legate alla regione corporea e variazioni legate allo stato fisiologico (gravidanza, esposizione ai raggi ultravioletti, etc.). In generale, la cute può essere bianca, giallo-olivastra, rosso-rameica e nera. Il suo colorito risulta dalla somma di vari fattori, che sono: il sangue circolante nei vasi capillari del derma, che dona la tonalità rossa; la presenza nell’epidermide di pigmenti prodotti da cellule cutanee (come la melanina, che dà una colorazione nera) o introdotti con la dieta (come il carotene, che dà una sfumatura gialla); i fenomeni di assorbimento e riflessione della luce sulla superficie cutanea.

Irregolarità della superficie cutanea

All’osservazione con lente d’ingrandimento, possiamo vedere che la cute non è liscia, ma, a qualunque età, presenta molte irregolarità, come pori, solchi, rilievi e pieghe, variamente distribuite nelle diverse regioni.

I pori

Le piccole depressioni puntiformi (o pori) costituiscono gli orifizi dei follicoli piliferi e delle ghiandole sudoripare e sebacee.

I solchi e le creste

I solchi cutanei possono essere superficiali o profondi; la loro distribuzione e il loro andamento è differente:

  • I solchi cutanei superficiali li troviamo nelle zone di cute provviste di peli (tronco e arti), ed è esclusivamente in questi solchi superficiali e spesso anche nei loro punti d’incrocio che possiamo trovare i pori dei follicoli piliferi. Nel loro decorso, i solchi superficiali tendono, infatti, a incrociarsi tra loro, congiungendo tra loro gli sbocchi dei follicoli piliferi, e andando a delimitare delle piccole aree a losanga o a reticolo o aree poligonali di varia grandezza su tutta la superficie cutanea provvista di peli; si riscontra così il tipico aspetto della cute ad areole.
  • I solchi cutanei profondi sono presenti nella cute glabra (cioè senza peli), come nelle superfici palmare della mano e plantare del piede, e decorrono con andamento parallelo (curvilineo o rettilineo) in modo da delimitare sporgenze lineari dette rilievi o creste cutanee, determinando il caratteristico aspetto della cute a creste.

Quindi, le creste cutanee appaiono come dei rilievi sottili, ravvicinati e con un decorso parallelo, separati tra loro dai solchi profondi. Sulla sommità delle creste cutanee sono disposti, a intervalli regolari, gli orifizi di sbocco di ghiandole sudoripare.

Sulla superficie ventrale delle falangi distali delle mani e dei piedi, i solchi profondi e le creste cutanee formano dei disegni particolari, i dermatoglifi, determinati geneticamente a partire dal terzo mese di vita fetale e diversi da individuo a individuo poiché dipendono da un fenomeno di ereditarietà multifattoriale, e resteranno invariati per tutta la vita. Al centro di ogni dermatoglifo troviamo un rilievo detto rosetta tattile, la cui forma può essere ovalare, rotondeggiante o a vortice; essa è caratterizzata da numerosissime terminazioni nervose ed è formata da cute spessa; le rosette tattili sono molto più evidenti nella vita fetale piuttosto che nell’adulto, e nell’uomo sono molto meno pronunciate che in altri mammiferi.

Le impronte digitali rappresentano il disegno dei dermatoglifi lasciato dalle microgocce di sudore, presenti sulle creste cutanee, sulla superficie toccata dai polpastrelli.

I rafi

Particolari rilievi della cute sono i rafi, come quelli dello scroto, del pene e della linea mediana anogenitale: essi sono creste lineari mediane formatesi durante il periodo di sviluppo embrio-fetale per fusione di due labbri, originariamente separati da una fessura.

Le pieghe

Nell’adulto si osservano diversi tipi di pieghe, caratterizzate da una maggiore profondità rispetto ai solchi:

  • Le pieghe muscolari sono dovute alla trazione ripetitiva esercitata dai muscoli; inizialmente sono reversibili, ma con l’età si fanno sempre più profonde fino a diventare permanenti. Esse si formano ortogonalmente alla direzione di contrazione del muscolo, e più spesso sulle parti di cute raggiunte dall’inserzione del muscolo. Nella regione facciale e frontale si può parlare di pieghe mimiche poiché provocate dall’attività dei muscoli mimici.
  • Le pieghe articolari si formano per i movimenti delle articolazioni e si distinguono in permanenti, come quelle della superficie palmare della mano, o temporanee, che sono quelle che si vedono solo a seguito del movimento dell’articolazione; tuttavia, con l’avanzare dell’età, anche le pieghe articolari temporanee diventeranno progressivamente permanenti.
  • Le pieghe senili (o rughe) sono solchi permanenti della cute, di profondità variabile, causate dall’invecchiamento cutaneo: esse sono correlate all’alterazione delle fibre elastiche e collagene del derma, che non riescono più a bilanciare la forza di gravità.

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